FIAT LUX - intermezzo 2 (Kafka)

Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria? - Primo Levi

Visto che il mondo ha struttura bipolare - le cose esistono in coppie non da sole -, la memoria, in combutta con la dimenticatezza, serve per giustificare i comportamenti di chi racconta storie e scrive la Storia.

Tutti vengono qua per farsi togliere la crocce, nessuno per imparare a portarla - Padre Pio

Hanno ragione, anche Gesù l’hanno messo nella crocce, non è salito con piacere come spiega la dottrina che lo mette per ennesima volta nella crocce. Il cristianesimo avrà merito se farà possibile che Gesù scende dalla croce. Anche Gesù da due mille anni vuole togliersi dalla sofferenza imposta della crocce, ma non c’è modo di far capire e sentire i cristiani. L’uomo piace soffrire, è un masochista, e visto che la struttura del mondo è bipolare, nello stesso tempo è anche sadista, piace far soffrire gli altri.

L’amore è l’unico modo per comprendere appieno un altro essere umano nell’essenza più profonda della sua persona. Nessuno può diventare pienamente consapevole della vera essenza di un altro essere umano senza amarlo. Grazie all’amore è capace di percepire i tratti e le caratteristiche essenziali della persona amata; non solo: riesce a vedere in essa il potenziale che non è ancora attualizzato ma deve esserlo. E ancora, grazie al suo amore, permette alla persona amata di realizzare queste potenzialità. Rendendola consapevole di ciò che dovrebbe diventare, rende queste potenzialità reali.
Viktor E. Frankl, “Uno psicologo nei lager”

Senza amare le cose non puoi conoscere le cose. Perfino per conoscere com’è fato un minerale, devi amarlo per capire i suoi segreti. La conoscenza delle leggi scientifiche è condizionata dall’amore per le cose create.

È più facile di liberarsi da un dittatore che dai dibattiti per lui e su di lui. Chi ci salverà dal Mussolini dhe shok Enver?

Il lamento italiano contro gli emigrati è assurdo. Non ha senso di lamentarsi per le conseguenze degli atti eseguiti da se stessi - effetto bumerang -, anche se la lamentela si fa quasi sempre togliendo il senso al mondo. Per non andare lontano nella storia, i segni evidenti dell’inizio del globalismo nella storia recente è anche Mussolini con il paese di eroi e navigatori in Africa.

La malizia è la causa dell’infertilità.

Avevo visto una di Duchamp mostra a Milano, anni 70. Entrando rimasi stupito osservando gli oggetti esposti, in quel momento mi sentii preso in giro.

Bravo, sentendosi di essere preso in giro, hai capito perfettamente Duchamp che ha preso in giro tutti, compreso se stesso, in un epoca di presa in giro universale, alias epoca postmoderna.

La letteratura scientifica, oltre che quella letteraria si è spesso occupata dell’effetto Werther, un fenomeno sociale, noto anche quando Goethe era in vita. La notizia di un suicidio, pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa, provocò una catena di altri suicidi. Fu il sociologo David Phillips ad enunciare l’effetto Werther riferendosi al romanzo “I dolori del giovane Werther”. Werther si suicida perché perdutamente innamorato di una ragazza che aveva sposato un altro uomo. Successivamente alla pubblicazione del romanzo furono registrati moltissimi casi di suicidio fra giovani uomini e le autorità che indagavano, rivelarono che tutti quei ragazzi avevano in comune la lettura del romanzo. Quello stesso effetto si ripropose anche in altri paesi nei quali vennero pubblicate traduzioni del romanzo di Goethe, che vede Werther soffrire la separazione, fino al punto di non accettare la propria sopravvivenza.

L’effetto Werther testimonia l’opposto di quel che ordinariamente si crede e va di moda, che arte influenza pesantemente la vita, cosa che implica in modo logico la censura se influenza è negativa.

C’è più da fare a interpretare le interpretazioni che a interpretare le cose. E più libri sui libri che su altri argomenti: non facciamo che commentarci a vicenda - Michel de Montaigne, Essais.

Unico valore di interpretare interpretazioni è come esercizio mentale, sviluppare i muscoli di mente, ma a tempo di Montagne ancora non esisteva la cultura della palestra postmoderna degli intellettuali bodybuilding.

Gli ultimi anni di Nietzsche sono segnati dalle ombre della malattia e della follia.
In particolare, è con la crisi del 3 gennaio 1889 che ha inizio il periodo più oscuro e controverso della vita del filosofo. Nietzsche si trovava allora a Torino, città che amava: vedendo un cavallo fustigato brutalmente dal suo padrone, Nietzsche protestò vivamente, abbracciando e baciando l’animale, per poi stramazzare a terra, in preda alle convulsioni. Negli anni successivi, le condizioni del filosofo si aggravarono sempre più: i continui ricoveri in cliniche in Svizzera e Germania videro una progressiva chiusura, una perdita sempre più marcata dell’uso della parola e di ogni forma di autonomia. In molti si sono interrogati sulle ragioni del declino e della follia del filosofo dell’“eterno ritorno”: si è trattato delle conseguenze della sifilide? La famiglia di Nietzsche ha sempre rifiutato con forza questa ipotesi, per lo stigma morale legato a questa patologia. Si è trattato forse di una forma di demenza progressiva o di qualche altra forma di patologia cerebrale? All’epoca non erano disponibili i mezzi di indagine che oggi permetterebbero di confermare questa ipotesi. Oppure è stato l’effetto dell’avvelenamento da mercurio e da arsenico, a lungo utilizzati come medicamenti per la sifilide? Il dibattito e la ricerca sulle ragioni del “crollo” di Nietzsche restano ancora aperti.

Per capire la situazione apri-chiudi tall koqet me njerzit që ju pëlqen të tallen sepse koqe janë, aiuta la massima di Nietzsche, contenuta in “Al di là del bene e del male”:
Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.
Che differenza fa se il grande filosofo nichilista finisce in manicomio oppure continua a fare discorsi da manicomio stando in buon salute in mezzo ad un società malata. Anzi nel primo caso lui testimonia la grande verità della relazione (perfino identificazione) tra vita dell’autore e la sua opera, mentre nel secondo caso testimonia la grande falsità della dogma postmoderna che l’opera non si spiega con la vita dell’autore.

L’evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato - Ennio Flaiano, Taccuino del Marziano

Ma quando mai, non è vero che siamo tutti specializzati.

Devi dire: non è vero, oramai non siamo neanche specializzati, vuol dire che non siamo neanche cretini.

Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi - Thomas Stearns Eliot

Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi tolti dai muri di Torre di Babele.

Strano vedere interpretare in mille modi diversi e anche contrari le frasi che hanno una sola verità profoda. Forse perché ognuno interpreta secondo la sua esperienza che vuol dire secondo la sua ferita personale che crea un suo kosmos egoncetrico lontano dagli altri. Son tutti lasciati andare.

“Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole” - Ennio Flaiano

“Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole e con la testa sottoterra” - Aina Qina

un grande artista è grande proprio perché è miserabile nella vita, più miserabile è un artista nella vita e più grande è la sua arte. Arte è un tecnica sofisticata per scapare dalla miserabilità umana, l’ha detto anche Nietzsche e molti altri grandi artisti come lui. Arte è la sublimazione della miseria umana. Anche quelli che non l’hanno detto, l’hanno detto in un altra maniera, mettendola in pratica.

Tutti credono che l’erotismo prenda forma da due gambe che si spalancano. Per me è quando un cervello ti fotte l’anima in tutti i modi - R. Salenikoff

Il cervello, invece di due gambe spalancate, ha due emisferi spalancati, destro e sinistro; esattamente come in politica, i grandi intellettuali che fottono a sinistra e quelli chi fottono a destra.

Se si fa gara con i morti, vincono i morti non sepolti.

Chi crede nel destino vuol giustificare il suo fallimmento prima che succeda.

«Quando due si lasciano, non parte chi se ne va: parte chi resta. Chi se ne va era partito già molto tempo prima. All’apparenza è lei a prendere la nave, lei a muoversi: ma è un falso movimento, il suo; è come se fossi io a camminare all’indietro, senza accorgermene. Per lei non c’è partenza, è ferma nel suo nuovo amore – non cambia stato la sua anima, quieto, alla fonda, il desiderio. È chi resta, invece, il solo a partire, cambiare condizione, forma del vivere, giornate, veglie, sussulti. È chi resta a non ritrovarsi più in quel posto, in quella geografia conosciuta di carezze e pensieri, e deve spezzare, andarsene, cambiar nome all’amore che non riconosce. È di chi resta l’unica partenza».
(Roberto Vecchioni, Viaggi del tempo immobile)

Piu passa il tempo e più mi accorgo che il parlar umano è un gioco tra due poli contrapposti che interagiscono, condizionato dalla natura bipolare positivo e negativo dei neuroni del cervello: lei e lui, parte e resta, camminare all’indietro e camminare all’davanti, yin e yang, meloni e schlein ecc. E più si modernizza il mondo e più schizofrenicamente interagiscano i poli del discorso, cioè dei neuroni del cervello, scambiando le posizioni fino all’assurdo incomprensibile. È pericoloso per la salute mentale e fisica leggere il discorso postmoderno.

Un opinione senza argomenti contiene in sé la possibilità dell’offesa, dunque è un offesa potenziale per chi sa fare l’astrazione.