FIAT LUX - intermezzo 2 (Kafka)

È la sofferenza a renderci saggi?
Una domanda sorta leggendo la seguente affermazione di San Paolo nella Lettera ai Romani: «La tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza».
Non è, forse, proprio la sofferenza ciò che ci spinge a riflettere con maggior criterio sul nostro agire?

Anche in questo caso, come in ogni caso, è la motivazione che conta. La sofferenza di san Paolo è diversa dal motivazione di una ragazza che non trova fidanzatino.

Mi chiedo ancora come abbia fatto a sposare una fascista di merda!!!

Perché lui era una comunista di merda, e hanno sperato che due merde contrari possono creare una merda armonica, alias la merda postmoderna creata in tutte maniere possibili. Dunque non ce bisogno di sforzarsi e sperare per una cosa che si crea da se in modo naturale.

E non succedeva mai niente di interessante. Niente. La gente era limitata e diffidente. Tutta uguale. E io dovevo vivere con queste teste di cazzo per il resto della mia vita. Pensavo.
Charles Bukowski, Tra le poesie la musica

E hai fatto qualcosa in più che testa di cazzo, hai fatto anche testa di figa.

Ti dirò il più grave dei miei errori. Quello di non aver amato abbastanza me stessa. Cioè di aver dimenticato che il grande comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso”, parte dal presupposto di amare prima e innanzitutto se stessi.
Oriana Fallaci

L’artista e l’intellettuale postmoderno si misura - in modo consapevole o inconsapevole - con Gesù, e si crede superiore a lui trasformando e capovolgendo i suoi insegnamenti e comportamenti.

l’uomo di fatto è quel che ha desiderio o ambizione di essere, se è soltanto quel che è e nient’altro, allora è polvere di strada, soffia il vento e lo porta via.

Anche se sei abbastanza antifascista, troverai sempre uno che è più antifascista di te e cosi ti chiamerà fascista. Lo stesso succede se sei abbastaza anticomunista. La questione è di farsi vedere che sei qualcosa di importante per il mondo që s’pjerdh fare për ty.

L’isola è un luogo del nostro immaginario; sogniamo di viverci, ma poi siamo prigionieri della vita che ci è toccata in sorte. Flaiano ce lo dice con una nota di malinconica poesia.
Isole sottovento! E come vivere in un acquario, o nell’olio. Tutto è pace, il fumo del villaggio sale dondolando verso il cielo e il pennacchio si riflette nel mare. Passando per quelle quiete strade, senti lo scricchiolio dei fiori che posano nelle nature morte e seccano nella tiepida afa del meriggio. Qua e là un sommesso canticchiare; incontri un panneggiato personaggio che parla tra sé inseguendo una rima, sulla soglia di una villetta, una sconosciuta ti invita al riposo, più giù un’altra ti chiamo per offrirti un gelato di pistacchio. Tutto è pace, ripeto, la vita ha raggiunto i suoi limiti: ma, dopo qualche mese, in una notte insonne, ti risuona nell’orecchio lo stridio che fa la rotaia del tram all’angolo di Piazza Risorgimento, e pensi alla segatura sul pavimento dei bar nei giorni di pioggia.
Ennio Flaiano, Diario notturno, pagina 38

E ritornò nella segatura romana e visse scontento e infelice.

L’isola è il rifugio dopo tanto tram e segatura, ma il tram e la segatura sono il rifugio dopo tanta isola.

È la conferma che l’uomo postmoderno non vuole stare lì dov’è, e non vuole essere colui che è. Lui è il signor Nessuno senza Itaca.

Negli ultimi anni Sartre affermò di avere sempre creduto in Dio, cosa palesemente non vera. Anche Simone non riuscì mai a darsi una spiegazione.

“Un peu plus de sucre dans les urines, et le libre penseur va à la messe” - La Bruyère

Forse Sartre non credeva in “quel” dio. Patriarcale, onnipotente, lontano, giudicante ecc. E se fosse stato un teista ante litteram? Super moderno? Ossia accettare l’idea di mistero, di qualcosa di inspiegabile? Chissà, credo che non lo sapremo mai.

Il dio misterioso scientifico new age senza personalità è un ateismo subdolo e surrogato, è il dio degli intellettuali postmoderni, visto che il moderno è fallito. Poi non è detto che Dio è solo patriarcale, Lui è in uguale misura anche matriarcale, è Dio Padre e Madre insieme, Dio Genitore. Ci sono i segni nella storia del concepimento di un simile Dio, e anche nella storia presente.

Ok, ma questa immagine di Dio da dove proviene? Dio è misterioso per principio. Nessuno sa effettivamente se esista e in cosa consiste. Quello che mi viene da dire è che sia energia allo stato puro. Amore completo. Lo dico perché l’amore è positivo, salvifico e creativo mentre il suo contrario è distruttivo da tutti i punti di vista. Definirlo un surrogato ? Ma di cosa? Quello autentico chi l’ha definito? In base a cosa? Ai propri bisogni e insicurezze? Un Dio che interviene? No, no, non interviene e mi sembra che dopo un olocausto e un genocidio in atto, non mi sentirei proprio di affermarlo.

Vedi che tutte le teorie e le filosofie sono, in bene e in male, giustificazioni di comportamenti personali. Un religioso sente Dio personale come sente una persona la sua mamma, non come una forza cosmica indifferente e misteriosa, regolatore dell’mondo con la legge del gravitazione e altre leggi universali. Sulla base di sentire Dio si può studiare teologia che è una disciplina (com’è per esempio la meccanica quantica) che si arrabatta di spiegare come lavora la Providenza in modo logico. Chi studia teologia neanche degna di leggere le solite domande provocative con argomenti da due soldi: dove era Dio a Auscivic?, chi è tornato dall’altro mondo per raccontare?, dove era Dio quando hanno messo Galileo e Giordano Bruno al rogo?, cosa ha fatto il Vaticano per Gazza?, cosa ha fatto il Papa per la mia mamma quando è morta dal cancro? ecc. La provvidenza nella storia l’hanno portato avanti persone che sentono Dio fortemente fino a sacrificare la propria vita, e non persone intelligenti fisici quantici premio Nobel, e neanche scemi ignoranti ingannati dal Vaticano.

Il crollo del fascismo e nazismo segna la fine della nazione, e il mondo nella Guerra Fredda sarà gestito secondo la formula del regista Kubrik: “Le superpotenze si comportano da gangsters, mentre i paesi piccoli si comportano da prostitute”. Mentre il crollo del comunismo segna la fine della superpotenza imperialista, e nel postcomunismo il mondo si gestisce dalla stessa formula kubrik-iana un po’ deviata, in verità meglio sistemata: “Tutti i paesi hanno un comportamento fritto misto tra il gangsters e la prostituta”, che dimostra al livello globale la veridicità della dicotomia Eros e Thanatos. Le figure del criminale e della prostituta sono figure chiave della storia.

Epoca Covid è stato una guerra planetaria e ha causato danni spirituali più delle 3 gradi guerre mondiali insieme del secolo scorso. Adesso Altro che tossisce e starnuta potenzialmente è un portatore di morte. I segni come sempre si vedono nell’arte post Covid, ma nessuno li vede, che è il segno più banale che umanità oramai si trova nelle scatole con escrementi d’artista di Manzoni.

“Quando c’è in giro tanta pietà per gli animali, pochissima ne resta per l’uomo”
Leonardo Sciascia, Nero su nero

è vero, più si va avanti nella storia, Gazza e Ucraina, più aumenta la quantità dei cani e delle persone che li accompagnano nelle strade e i parchi.

Guy Debord nel “La società dello spettacolo”, 1967 sostiene che la società moderna sia dominata dallo “spettacolo”, un concetto che va oltre la semplice rappresentazione mediatica per includere ogni aspetto della vita sociale. Debord utilizza il concetto di spettacolo per descrivere come la vita sociale sia diventata una serie di rappresentazioni separate dalla realtà. Questo fenomeno, secondo Debord, è una forma di alienazione che ha radici nella filosofia post-hegeliana e nel pensiero di Karl Marx.
Debord critica la società capitalista per aver trasformato ogni aspetto della vita in una merce, riducendo le relazioni umane a semplici scambi economici. La politica, secondo Debord, ha perso la sua capacità di influenzare la realtà, diventando anch’essa parte dello spettacolo. La spettacolarizzazione della politica e della vita quotidiana crea un’illusione di unità e coerenza, ma in realtà nasconde una profonda frammentazione e alienazione.

Il capitalismo è conseguenza dell’alienazione dell’uomo che viene fuori in modo evidente nel Postmoderno, e non viceversa come pensano Marx, Debord e simili alienati che scambiano gli effetti con le cause. Debord è lui stesso un attore della società dello spettacolo postmoderno che è solo effetto spettacolare senza cause. Il vuoto totale, teatrino.

non esiste il dialogo, esiste solo il monologo che trova pretesto nel dialogo per monologare; ognuno sente l’eco delle sue parole.

“Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.
Benjamin Franklin

La liberta fa coppia con la responsabilità. Ogni altro discorso che considera la liberta in relazione con altre entità è schiavitù oppure anarchia che sono due face della stessa medaglia.

L’odio è la vera passione primordiale. È l’amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura.”
Umberto Eco, Il cimitero di Praga

Il grande intellettuale postmoderno non fa altro che testimoniare in continuazione il gnosticismo, esistenza fondamentale e l’eternità del male, che il Creato e l’uomo è totalmente malvagio dai primordi, opera del Demiurgo malvagio.

Non esistono diritti d’autore, solo doveri.
Jean-Luc Godard

Si, però Godard insieme con Stalker koqen dice il contrario per i diritti dell’uomo.

Spektatorët shohim një imazh porno me të njëjtën kureshtje të ligë me të cilën vështrohet një kufomë. Eros e Thanatos.

Uno dei segni degli Ultimi Tempi o dell’Apocalisse è che la filosofia nel caso migliore serve come giustificazione, mentre la teologia nel caso migliore serve come consolazione.

Inferno è vuoto e tutti i demoni sono qui - Shakespeare

Peggio di cosi non c’è!

No è molto peggio, i demoni son entrati anche nel paradiso e questo riempe
di gioia gli uomini perché non devono lottare per entrare in Paradiso che adesso è gratis.

Se avessi potuto ricominciare da capo, sono sicuro che avrei fatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io - Haruki Murakami

La fatalità è falsa perché nega la libertà e la responsabilità, e serve per giustificare il fallimento e il male fatto: “cosa si può fare, era scritto che facevo il mascalzone, e se torno indietro nel tempo farò lo stesso mascalzone che sono”.

No, Murakami vuol dire semplicemente di non giudicare “io” di ieri co gli occhi del “io” di oggi.

“Perché quello ero io” di Murakami vuol dire il contrario di non giudicare “io” di ieri co gli occhi del “io” di oggi. Vol dire che “io” sta fuori del tempo e dello spazio, che “io” ha il marchio della fatalità in virtu di essere “io” e nessun altro. È un versione surrogato del frase di Eraclito: “il carattere è il destino”, una mezza verità che anulla la possibilità della conversione sulla via per Damasco.