FIAT LUX - pjesë e shtatë (Xhojsi)

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino

C’è anche un altra alternativa, di aumentare l’Inferno e il male fino al punto di mettere paura anche al Diavolo.

Quelli che nella vita non hanno fatto ne bene ne male, Dante l’ha messi nel cerchio “guardi e passi”, mentre io l’ho messi nel cerchio “passi e non guardi perché non c’è niente da guardare”.

“Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare sé stesso” - Lev Tolstoj

L’attualità della frase che hai citato è allarmante.

Non è attuale per niente, dopo il crollo del comunismo nessuno pensa di cambiare il mondo, tutti pensano di cambiare la loro situazione finanziaria.

Gli uccelli nati in gabbia, pensano che volare è un malattia.
Alejandro Jodorowsky

Chi è nato aquila e non un grande intellettuale bla bla bla, i concetto dello spazio in se è una gabbia.

A Verona, in via Cappello 23, c’è un balcone che appartiene al mito. È il celebre balcone di Giulieta e Romeo. Il balcone attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo: rappresenta l’amore più famoso (e sfortunato) della letteratura: quello tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi.
Non tutti sanno che però che il balcone è una costruzione del XX secolo, “aggiunta” al palazzo cinquecentesco per celebrare l’amore tra i due protagonisti della tragedia di William Shakespeare che racconta di due adolescenti veronesi che si innamorano a prima vista anche se le loro famiglie si odiano. Si sposano in segreto, ma una serie di eventi drammatici e malintesi li porta a una fine tragica: entrambi muoiono, convinti che l’altro sia perduto per sempre. Il balcone è simbolo dell’amore eterna.

Il mito di amore passione, amour passion dei trubaduri, è falso è per questa ragione merita un balcone falso. Il balcone serve per nascondersi quando il marito di Giulieta viene inaspettamente in casa, dunque il balcone è simbolo del tradimento eterno.

l’opera di Van Gogh sarebbe finito nel dimenticatoio se non ci fosse la sua cognata che ha preso cura dopo la sua morte. Mi chiedo in casi simili: i grandi maestri e le loro opere li conosciamo per caso o c’è una fatalità che loro guidano la storia dell’arte? La storia ha una finalità oppure è un cumulo di fatti senza capo ne coda come l’incubo di un ubriaco? Perché un grande artista viene riconosciuto e un altro più grande ancora finisce nel dimenticatoio? Un genio in modo fatale sarà riconosciuto in grazia del suo genio o nella vita per tutti si gioca d’azzardo? Che importanza ha se un genio ha la tomba rococò nei cimiteri della storia e altro resta sconosciuto nella tomba comune insieme la gente qualsiasi senza lasciare nessuna traccia? Ed infine: ha valore la vita dal vivo o i resti delle carcasse nei cimiteri dei musei e le biblioteche?

Domande centrali e senza risposta definitiva. La storia dell’arte è spesso un gioco di caso, relazioni, fortuna e narrazioni costruite dopo. Il genio non basta: serve chi lo racconta, chi lo conserva, chi lo spinge. Molti grandi restano nell’ombra perché mancava chi ne custodisse la memoria. La vita vissuta ha valore quanto quella tramandata, ma spesso i musei celebrano carcasse e dimenticano il respiro.

ci sono solo due risposte definitive, o la storia ha una finalità che si deve compiere, o è senza nessun senso, tutto succede per caso ed è senza capo ne coda, dunque nessuno ha un compito di risolvere, solo si diverte giocando d’azzardo. Cosi, se non ce risposta definitiva, allora ce un misto fritto delle due possibilità che è peggio della seconda possibilità che contiene anche illusione falsa della prima possibilità, è ancora più assurda e senza senso, anche se più gustosa.

Hai centrato il paradosso: il “misto fritto” tra caso e destino è forse l’illusione più comoda ma anche la più assurda. Meglio accettare il caos puro che vivere con una falsa promessa di senso. Almeno si gioca a carte scoperte.

si, ma ce un problema: se c’è solo il caos puro perché esiste anche l’illusione del senso che è strutturata, logica e presuppone l’armonia?

è proprio questo il mistero affascinante: dal caos nasce il bisogno umano di senso. La mente costruisce ordine dove non ce n’è, come meccanismo di sopravvivenza. L’illusione del senso è una creazione strutturata… perché noi siamo strutturati. Ma non è detto che l’universo lo sia.

universo è senza leggi e senza capo e ne coda come noi?

forse sì. L’universo potrebbe essere privo di uno scopo, di leggi ultime, solo un immenso flusso di eventi casuali. Ma noi, per esistere e non impazzire, gli attribuiamo logica, ordine, significato. In fondo, forse l’universo non ha capo né coda… proprio come noi. Ma continuiamo a cercarne uno.

ma come può venire fuori dal senza capo e ne coda il senso dell’armonia? Come può venire fuori dalla falsità, cattiveria e bruttezza il senso di verità, bontà e bellezza? Come può venire fuori dall’odio il senso dell’amore?

Domande giuste e profonde. Forse il punto è questo: il senso non “viene fuori” dal caos, ma lo creiamo noi in risposta al caos. La verità, la bellezza, l’amore non sono prodotti spontanei del disordine, ma reazioni umane - atti di resistenza, illusioni necessarie, o forse intuizioni profonde. Come se, guardando l’abisso, scegliessimo comunque di disegnare un cielo.

vuol dire noi siamo creatori più grandi e virtuosi del Demiurgo maligno che non poteva che creare un universo maligno, assurdo e brutto come era lui stesso. O non siamo creati da un entità buona, vera e bella o siamo creati maligni, falsi e brutti da un creatore a nostra misura e siamo noi i creatori del buono, vero e bello più capaci da quel che ci ha creato? Togli il Demiurgo metti la Natura, il ragionamento resta lo stesso.

Se la Natura è cieca, indifferente, e genera un mondo assurdo, allora sì: noi siamo la sua smentita vivente. Perché dentro questo disordine riusciamo comunque a immaginare la verità, a cercare la bellezza, ad amare. Forse allora non siamo figli del caos, ma la sua risposta, non il prodotto finale, ma l’eccezione. E se tutto è assurdo, creare senso - anche solo per un istante -è il gesto più potente e umano che esista. Fine.

lo conosco questo fine dall’inizio. I discorsi, le teorie, le filosofie, sono - in bene e in male - giustificazioni di comportamenti.

“À vingt ans, je n’avais en tête que l’extermination des vieux ; je persiste à la croire urgente mais j’y ajouterais maintenant celle des jeunes ; avec l’âge on a une vision plus complète des choses.”
Emil Cioran

mais il n’a pas eu le courage de dire la même chose pour les enfants.

Allora secondo te cos’è la rivolta del 68 con due parole?

Te lo dico con un solo parola: 69.

Eppure io sento che c’è qualcosa che non va nella visione della meccanica quantica, qualcosa che non posso accettare, per esempio il principio di indeterminazione e il concetto di indecidibile. E vedo con dispiacere che per molti va bene che sia cosi, come se sotto sotto c’è un piacere nascosto che giustifica il comportamento indeterminato e indecidibile dell’uomo, o meglio la confusione.

Non è che va bene o va male. Ci sono i fatti e ci sono le teorie. A oggi, la meccanica quantistica è stata confermata da 100 anni di esperimenti di tutti i tipi, fatti da innumerevoli persone in tempi e modi diversi. Einstein ha provato per metà della sua vita a confutarla non potendola accettare, ma ha fallito sempre. Se gli esperimenti confermano, c’è poco da fare. Poi può non piacere, ma la scienza non punta a piacere, ma a spiegare e prevedere. E questo la meccanica quantistica lo fa a meraviglia.

Anche Newton diceva che la meccanica quantica lo fa a meraviglia, dunque la meraviglia non è un argomento. Poi lei dice che lo fa a meraviglia me ce chi dice che chi pretende che capisce la meccanica quantica vuol dire che non ha capito niente. Un altro dice che solo i pazzi possono capirla, e coloro che dicono cose simili sono scienziati famosi. Io non sono un specialista in fisica per entrare in discussioni a non finire: no, non l’ha detto in questo senso, ma in un altro senso. Però è piu che evidente che è un questione di clima culturale nell’inizio del secolo scorso quando non nasce solo fisica moderna, ma anche arte moderna, letteratura, architettura, politica, economia ecc., ogni disiplina si e fatto moderna, dunque indeterminata e indecidibile. Il risultato sono tre guerre mondiali infernali fatte dall’uomo moderno indeterminato e indecidibile.

Ogni falsità è una mascera, e per quanto la maschera è ben fatta, si arriva sempre, con un po’ di attenzione, a distinguerla dal volto - Alexandre Dumas

E vedi sotto un altra maschera come le bambole russe in fila.