FIAT LUX - intermezzo 2 (Kafka)

“E para është fjala” zanafillore indoevropiane e zotit Shyti ndërlidhet dialektikisht me fjalën e urtë mitologjike pellazgjike e shokut Ropi “nga e thënë në të bërë i ndan një mal i tërë”.

Intelektuali i modh mbasi bën çdo mëngjez një mut të madh në wc prej porcelani, bën edhe një post t’modh në fb lidhur me frymzimin e tij të fundit intelektual gjatë lezetit të shkarkimit të zorrës së trashë. Më pas në profilin e tij mblidhen ndjekësit e tij si miza që degustojnë jashtëqitjen e tij t’modhe intelektuale me pasthirma gazmore dhe mirdashëse.

Molte amicizie si riducono ad un “Dobbiamo organizzarsi per vedersi” reciproco che si protrae finche uno dei due muore.

No dai, non è proprio così. Ogni tanto ci vediamo per caso.

Anche se ci vediamo per caso, e anche se ci organizziamo per vederci e per bere qualcosa insieme, la verità in essenza è che anche quelli che stano vicino-vicino hanno il rammarico di non realizzare la vera amicizia che rimane ancora una promessa incompiuta. La gente questa lo sa, e per questa ragione fa progetti di organizzazione e pianificazione programmata con Intelligenza Artificiale. Era questa l’intenzione perché ho detto questa verità, non per spingere di organizzarci per vederci e berci.
Insomma quando ci organizzammo per vedersi e bersi?

il concetto del ribelle appartiene ad un epoca passata totalitaria - i sistemi nazifascista e comunista - dove aveva un senso di fare il ribello contro l’autorità e il potere, adesso nel postmoderno il sistema vive grazie alla ribellione, sonno tuti ribelli che si immagino che stanno lottando contro il poteri tirannici, persino quelli in commando del sistema si credano ribelli. Ora la Tirannia inesistente deve essere necessariamente inventata per inventare anche il Ribelle fiction contro il Potere fiction che si auto inventa. Il Ribelle postmoderno è il Prometeo postmoderno con fegato gonfiato dal cerosi alcolico che vede incubi rivoluzionari. Oggi fanno ribelli tutti, anche quelli che comandano, anche Babbo Natale fa il ribelle.

Ho l’impressione che hai bisogno di una corsetta, non per raggiungere una meta ne per scappare da qualcosa o qualcuno, semplicemente correre!

Non preoccuparti l’ho fatto tutta la mia vita, eredità dal mia educazione famigliare. E lo faccio per scappare dai ribelli del divano che li cola la ciccia per terra, ma appena vedo un ribelle che corre anche lui, allora scapo ancora più veloce.

Assistere alle miserie e sofferenze scandalose, per esempio: non si può camminare nelle strade povere del terzo mondo - dove dormono per terra bambini che non conoscono padre e madre -, con il senso di pietas. Per sopravvivere in situazioni che schiacciano con il senso d’impotenza, devi far emergere l’indifferenza criminale.

Il ronzio e il tocco fastidioso delle mosche nei paesi del terzo mondo è una premonizione profetica che sei un potenziale carogna.

Non ricordo chi dei grandi intellettuali ha detto che in Italia dopo la guerra sono divisi le sfere d’influenze, il DC aveva la proprietà delle cinema mentre il film li faceva PC; dunque Italia risulta un paese rappresentato da una cinema con proprietario fascista dove si proiettano i film dei registi comunisti. Il pubblico paga il biglietto e si diverte con Don Camillo che gestisse l’azienda e Don Peppone che è un grande artista filmico.

Se c’è una verità unica, allora per forza deve esserci un pensiero unico. Di fatto, esistono tante verità, il che significa che esiste un’unica falsità, la quale tenete stretta e vi va bene, anche lamentandovi di un presente di disordine totale che è impossibile da nominare, se non come ‘innominabile attuale’.

Secondo Galileo Galilei le Sacre Scritture e la scienza trattano ambiti distinti: le prime riguardano la salvezza spirituale e i principi morali (“come si vada in cielo”), mentre la seconda si occupa dei fenomeni naturali e delle leggi fisiche dell’universo (“come vada il cielo”). La scienza e il metodo scientifico non possono né provare né negare l’esistenza di Dio per la natura stessa del metodo sperimentale e dell’ambito che la scienza indaga. E chi dice il contrario o non sa cosa sia la scienza e il suo metodo, oppure potrebbero avere intenzioni ideologiche.

Non si può trovare un modo di collegare “come si vada in cielo” con “come vada il cielo”?

Gli appassionati di letteratura amano i pellegrinaggi alle tombe dei loro beniamini, e vi depongono fiori e poesie, ma a me le tombe non dicono niente. Lì quegli scrittori ci sono stati portati quando erano solo un mucchio di ossa, mentre nelle case che hanno abitato non possono non aleggiare ancora i segni della loro presenza. Forse è la convinzione che quelle mura siano parte integrante dell’opera di chi ci ha vissuto, fra quelle mura domestiche l’opera fu concepita, nacque, prese forma. I grandi spiriti conferiscano un’aura sacrale ai luoghi che hanno abitato, e spetta a noi il compito di cercare “il mistero ansioso di rivelarsi che abita in ogni parete”, come diceva Julio Cortázar, che condivideva la stessa passione di visitare la case degli autori.

Anni fa sono stato in Toscana, per puro caso vicino al paesino dove è nato e vissuto per certi anni Leonardo Da Vinci. Mi hanno detto che c’era anche la casa sua, un posto di pellegrinaggio artistico. Siamo andati a visitarlo, per entrare nelle stanze dovevi abbassare la testa perché le porte erano per i nani, quasi toccava la testa nel soffitto basso della stanze mezze vuote e claustrofobiche, pochi arredi rustici, bruti e strani, tutto sporco, puzza di urina, turisti che guardavano e fotografavano aurea del nulla. Una miseria totale, solo per fregare i soldi del biglietto dell’entrata. Ero disposto di pagare ancora il doppio del prezzo per non aver visto tutto ciò.